Pierluigi Cottarelli

IN ARTE SCHIACCIANOCI

Accesso Utenti

  24 scatti divengono strumento di viaggio reale ed immaginario, grazie al quale lo spettatore potrà guardare e conoscere con occhi diversi il Lago di Garda. Attraverso l’opera di Pierluigi Cottarelli si coglie l’unità e l’essenza del paesaggio lacustre, cadono i confini geografici e storici del territorio, linee invisibili e immateriali che corrono sull’acqua.

La morfologia degli idiomi nazionali è stata da sempre interessata – nel corso del tempo – da variazioni, talvolta transeunti, altre strutturali che hanno apportato a diversificazioni sintattiche, all’obsolescenza ed alla dismissione di vocaboli ed all’introduzione di nuovi; velocità di mutazione accelerata soprattutto nell’ultimo decennio in cui l’esponenziale dilatarsi della strumentalità informatica e digitale, nel permettere di comprimere in spazi temporali ridottissimi le funzioni comunicative, ha di conseguenza indotto ed apportato destrutturazioni ed innovazioni nelle composizioni lessicali e grammaticali mai dapprima sperimentate nelle loro valenze semantiche e per la rapidità del loro avvicendamento.

Il progetto fotografico “Zanichelli: giugno 1971” origina dalla constatazione di questa mutazione comunicativa ed intende tra l’altro espressivamente contrapporre all’attuale realtà del “file” digitale e di quello che si è già preannunciato nel nuovo algoritmo della “nuvola” cibernetica, la pagina seppiata del dizionario della Zanichelli, significante espressione di un’epoca che adesso - nel ricordo – si stempera dalle criticità socio economiche che erano allora comunque esistenti e presenti per da esse diluirsi, ora invece raggrumandosi la memoria nei tempi di quella silenziosa ricerca ottenuta dal rassicurante svolgersi delle pagine del vocabolario.

Questo proposito didascalico ha trovato anche stimolazione da quanto mi da’ proficuo interessamento lo svolgimento del corso gratuito online presso l’Università della Pennsylvania riguardante “Designe of City” - ovvero “Disegnare le città” - che ha come scopo quello di aggiungere maggior valore ai “topos” già esistenti, riutilizzandoli per aggregazioni culturali, sociali e per condivisioni storico – artistiche, possibilità senz’altro dispiegabili per l’Italia in ragione di un ineguagliato retaggio in tal senso e che potrebbe giustificatamente iniziare e ricevere impulso nel corpo di fabbrica – recentemente restaurato – di codesta biblioteca.

Zanichelli